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Perlen Reich Firenze

Silvia Mora al banco del suo atelier a Firenze
Via Villani, Firenze

L’atelier

Non c’è una linea di produzione. C’è un tavolo, e il tempo che serve.

Ogni gioiello Perlen Reich viene composto a mano, uno alla volta. I cristalli sono divisi per misura e colore in scatole basse; il filo, gli utensili e la pinza stanno a portata di mano. Da lì in avanti è tutto questione di ordine e di pazienza.

Le mani al lavoro sul filo
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Si comincia dal filo

Prima della forma viene il filo. È lui a decidere quanto peso può reggere, se il pezzo cadrà morbido o rigido, se una curva starà in piedi. Sbagliare filo significa rifare tutto: per questo è la prima scelta e la più lenta.

Composizione dei cristalli
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Il conto delle luci

I cristalli non si dispongono a caso. Ognuno prende una posizione precisa rispetto agli altri, perché è l’insieme a restituire la luce, non il singolo elemento. Spostarne uno cambia il modo in cui tutto il pezzo si accende quando chi lo porta si muove.

Il pezzo finito, indossato
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La chiusura, che non si vede

La parte che tiene insieme il lavoro è quella che nessuno guarda. È anche quella che decide se un pezzo dura un mese o dieci anni. Le chiusure si montano per ultime e si controllano una per una.

Su misura

Molti pezzi possono essere adattati: lunghezza, colore dei cristalli, tipo di chiusura. Per una composizione su richiesta il modo più rapido è scrivere: si parte da quello che avete in mente e si vede se regge.

Silvia Mora

Silvia Mora

Perlen Reich · Firenze